Sarà forse ingenua la mente

Sarà forse ingenua la mente

Sarà forse ingenua la mente
di chi condivide la poesia sui social;
ma povero si fa il cuore
di chi non si ferma a leggerla.
E se il primo è ingenuo,
il secondo è solamente innocuo,
e noi abbiamo bisogno di tutt’altro
che di cuori innocui.
Noi abbiamo bisogno di cuori
offensivi, esiziali, letali,
per sollevarci dalla barbarie
che ogni giorno minaccia
cuore e mente.

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Le cento fiabole della ninna canna di mezzaginestra

Le cento fiabole della ninna canna di mezzaginestra

Le cento fiabole della ninna canna di mezzaginestra
Fiabola una: il bottone

C’era una volta un bottone. Oddio, c’era forse è un parolone – che poi, ad essere precisi, sono due: ci, e poi, era. Secondo il mio personalissimo punto di vista, siccome c’è la mela e c’è il melo, c’è la pera e c’è il pero, c’è la ghianda e c’è la quercia eccetera eqquercera, così è chiaro che c’è lo smartfone e c’è il bottone: e qui, il bottone afferma la sua esistenza ontologica. No. Forse sarebbe meglio così. Ricominciamo.

Siccome c’è la rana – oppure il girino, se più vi aggrada – e c’è il torrente, così c’è il bottone e c’è lo smartfone. Spero ora sia tutto più chiaro. Vogliate poi scusarmi se la rana – o, secondo il vostro gusto, piuttosto la sua prole – non vive nel torrente; quello è il salmone con la sua altra storia. Il punto è che – e tu te ne sarai accorto, mio lettore più avveduto, speme del mio ingegno, seme del mio giugno, giuggiola del mio solluchero! – dicevo, lettore, il punto è che questo è il punto mio di vista. (Sta scritto al secondo rigo, o mio secondo lettore, quello un po’ più sprovveduto. E sta’ pure tranquillo, ché la mamma degli sprovveduti è sempre sprovveduta, e tu ne hai tanti fratelli in giro per il mondo, almeno uno per ogni bit del tuo Gigamondo). Ora, ma esiste questa cosa del mio punto di vista? C’era una volta uno che diceva che non ci si può mica bagnare due volte nello stesso torrente.

E io sono un torrente, baby. Swooooooooooooosh ;) . Cioè ma siamo scemi? Cioè veramenteMA IL PUNTO VERO VERAMENTE COMUNQUE ERA SE IL BOTTONE CI ERA O NON CI ERA.

Sentimi qua, facciamo così, caro lettore

Questo il torrente, e questa la via:
chiunque tu sia, compagno cialtrone,
sguazzaci dentro – ma non troppe ore!
– tieni, pensaci tu, alla fiabola mia,
che io schiaccio sto cazzo di bottone.

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Piccole e Medie Imprese

Piccole e Medie Imprese

Un giorno forse starò bene
o forse finalmente male
un giorno forse imparerò
a guardare al male
come guarda adesso
questo frocio
quel fascista
di mio padre
– imbalsamato
intorpidito
da dodici ore di lavoro
– alla televisione.

 
Un giorno forse
la mia noia
mi consentirà di dire
che non provo
proprio gioia
nel vederti
lì, a sfiorire
tra le ansie
tra gli esami
tra il call-center e l’amore
tra le stelle di Brezsny
che t’illuminano il viso
mentre non puoi dormire.

Io, io lo farò

Io, io lo farò

Io, io lo farò. Io farò
qualcosa per questo
mondo. Illuminerò
di notte il cielo,
e cascheranno a frotte
le stelle; o, meglio, solo quelle
le più altezzose; quelle che
non brillano se non per lasciarsi dire
“oh, bella!, oh, come brilli! oh, come sei bella,
bella! Bella, come una stella!”. Così,
una volta precipitate di qua giù,
a una a una le raccoglierò
e a una a una poi le imbucherò
dentro questi lampioni spenti
e a una a una le conterò
e quelle pari le metterò
nei lampioni a sinistra
e quelle dispari in quelli a destra
perché quelle dispari son di più
e proprio a sinistra fa la curva
il marciapiede delle scuole
medie, dove gli angeli di notte
vanno a farsi le pere.

Decadancing Stomp

Decadancing Stomp

Vieni via
via, via, vieni
via di qui!

Vieni via con me
pisciamo Chardonnay
sul Muro
deponiamo Maduro
ché siamo meglio

io e te

di questa plebaglia
io e te

io e te
te lo ricordi Verlaine?

io e te,
l’Inquisizione:
al rogo!
AL ROGO!
il popolo col suo giogo
il suo puzzo di Dior
bruciamo questi quattro stronzi
accatastiamoci sbronzi
sotto l’Apple Store
due cuori come due pire
in una sola folle danza:

nous sommes l’Empire
à la fin de la décadence.

 

* * * *

Care ginestre,
scusate l’intrusione.
È da un po’ di tempo che vorrei entrare in contatto con voi, comunicare oltre la poesia, avere qualche tipo di discussione. Voglio sentirvi parlare di voi, ora che siamo in 350, qui, più o meno.
Su Instagram, dove questa baracca ha messo radici come fondamenta, siamo già oltre i mille, dallo scorso febbraio. Quel social network – che io primo non riesco a soffrire, sia chiaro – semplifica molto più il dialogo – ho notato, mio malgrado.
Vi va di sentirci lì, nel frattempo?
La comunità WordPress rimane il mio luogo d’elezione; ci son cresciuto, qui, io. Eoni digitali fa.
Vi lascio il link,
a presto,
Alessandro 🙂

https://www.instagram.com/mezzaginestra/

 

Laura, che va alle lauree

Laura, che va alle lauree

Quella cosa che fai quando
inciampi nei tuoi sandaletti
fessi
correndo giù per le
scale, col bicchiere di vino
in una mano che puntualmente
imbratta l’inverno grigio avvilito
intonaco di tutte le facoltà
di tutta la Nazione italica: ecco,
è più o meno quello che fa
la primavera con i ciliegi.

Se mi spilli sorrisi m’inebrio d’amore

Se mi spilli sorrisi m’inebrio d’amore

Se mi spilli sorrisi
m’inebrio d’amore.

Mandami pure al diavolo:
lo so, sono un ubriacone:
io, di questo, te ne do ragione.

Ma tu, tu sola
guardami un’altra volta sola
e io leggerò questa poesia
tra Bacco, Belzebù e pure il Messia!